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I nuovi accordi di partenariato tra l’UE e Singapore

Feb 10 2020

Autori: Stefano Rossi, Eugenio Del Monte

Il 21 novembre è entrato in vigore l’accordo commerciale tra l’UE e la Repubblica di Singapore approvato dal parlamento europeo lo scorso 8 novembre 2019. Nell'articolo presentiamo i contenuti dell'accordo e i principali vantaggi che ne derivano per le imprese italiane.

Stefano Rossi
Eugenio Del Monte

UE-SINGAPORE: ACCORDO COMMERCIALE E ACCORDO SUGLI INVESTIMENTI


Premessa

L’8 novembre 2019 gli Stati membri dell'Unione Europea (UE) hanno approvato l'accordo commerciale tra l'UE e Singapore entrato quindi in vigore il 21 novembre scorso. È stato inoltre concluso anche un accordo sulla protezione degli investimenti fra la UE e Singapore, che potrà entrare in vigore dopo la ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell'UE secondo le rispettive procedure nazionali. Trattasi dei primi accordi bilaterali di questo tipo sottoscritti tra l'UE e uno Stato membro dell'Associazione delle nazioni dell'Asia sudorientale (ASEAN).

Lo scopo di questi accordi è di permettere di sviluppare ulteriormente le relazioni economiche e commerciali fra le due Parti, creando maggiori opportunità di crescita per le imprese.


Contesto

Singapore è una Città-Stato di 5,6 milioni di abitanti circa, e rappresenta il sistema economico più avanzato tra i Paesi del Sud-Est asiatico1, con il quinto più alto reddito pro-capite al mondo (pari a 97.660 di USD nel 2018).

Inoltre è di gran lunga il principale partner commerciale dell'UE nella regione, con interscambio di merci per un valore complessivo di oltre 53 miliardi di €, di servizi per altri 51 miliardi di € e investimenti bilaterali per 344 miliardi di € (dati UE 2017). Oltre 10 000 imprese dell'UE si sono stabilite a Singapore e utilizzano questo presidio per coprire l'intera regione del Pacifico.


Rapporti commerciali fra l’Italia e Singapore

Singapore è la prima destinazione per le esportazioni italiane nel Sud-Est Asiatico. Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2018 l’interscambio commerciale tra Italia e Singapore è stato di 2,525 miliardi di euro (2,454 nel 2017). Le esportazioni italiane sono state pari a 2,12 miliardi (+ 0,3% circa rispetto al 2017) e le importazioni a 413 milioni (+23,0%): il saldo è quindi ampiamente positivo per l’Italia, con 1,7 miliardi di euro (nei primi nove mesi del 2019 il nostro export è invece ammontato a 1,4 miliardi di euro). Le nostre esportazioni includono, tradizionalmente, i macchinari per la lavorazione industriale, i mezzi di trasporto, i prodotti elettrici, chimici, i combustibili, i generatori, i prodotti alimentari e la gioielleria, mentre i principali prodotti importati dal nostro Paese sono relativi a: preparati farmaceutici, componenti elettronici, prodotti chimici e computer.

Le società italiane che esportano verso Singapore sono oltre 8.200.


Punti di forza degli accordi

L'accordo commerciale UE-Singapore è uno dei primi accordi bilaterali di "nuova generazione". Oltre alla classica eliminazione dei dazi doganali e degli ostacoli non tariffari agli scambi di beni e servizi, contiene disposizioni importanti sulla tutela della proprietà intellettuale, la liberalizzazione degli investimenti, gli appalti pubblici, la concorrenza e lo sviluppo sostenibile, rendendo così più ampio e stabile il contesto nel quale le imprese possono operare.

Singapore eliminerà tutti i rimanenti dazi su determinati prodotti dell'UE (come le bevande alcoliche, comprese la birra chiara e la birra scura) e si impegnerà a mantenere invariato l'attuale accesso in esenzione da dazi per tutti gli altri prodotti dell'UE. L'accordo apre inoltre a nuove opportunità per i servizi dell'UE in importanti settori quali, tra gli altri, le telecomunicazioni, i servizi ambientali, finanziari, l'ingegneria, il calcolo e il trasporto marittimo.

Verranno infine eliminate le cosiddette barriere commerciali in settori chiave, come ad esempio riconoscendo le prove di sicurezza dell'UE per le automobili e numerosi apparecchi elettronici o accettando le etichette che le imprese dell'UE utilizzano per i tessili.

Alla data dell'entrata in vigore dell'accordo commerciale, oltre l'80% delle importazioni da Singapore entreranno nell'UE in esenzione da dazi. I rimanenti dazi UE saranno eliminati nell'arco dei 3 o 5 anni successivi, a seconda del tipo di prodotto. Le categorie che beneficeranno dell'eliminazione immediata dei dazi sono quelle dei prodotti elettronici, farmaceutici, petrolchimici e dei prodotti agricoli trasformati.

Nell'odierna economia globale, le imprese operano spesso all'interno di catene del valore globali e i loro prodotti contengono generalmente componenti sia di origine nazionale che di importazione. Questo accordo commerciale riconosce un altro importante elemento per lo sviluppo degli scambi commerciali, ossia la natura integrata delle catene di approvvigionamento dell'Asia sudorientale, includendo la nozione di "cumulo ASEAN" che consente ai produttori aventi sede a Singapore di considerare originari del paese componenti acquisiti da altri Stati membri dell'ASEAN.

L'accordo affronta anche le divergenze normative esistenti in alcuni prodotti che rappresentano ostacoli non tariffari al commercio tra l'UE e Singapore, quali: prodotti elettronici; veicoli a motore e parti di essi; prodotti farmaceutici e dispositivi medici; apparecchiature per la generazione di energia rinnovabile e prodotti grezzi e trasformati di origine animale e vegetale.

Altro elemento importante per le imprese è quello della collaborazione doganale fra la UE e Singapore per semplificare, armonizzare, standardizzare e modernizzare le procedure commerciali al fine di ridurre i costi di transazione per le imprese con una attenzione alla protezione del commercio legittimo.

Vengono stabilite nuove opportunità per la partecipazione delle imprese UE agli appalti migliorando e semplificando la procedure, in particolare nel settore ferroviario e per l'agenzia nazionale per l'ambiente di Singapore.

L'accordo commerciale consolida inoltre la tutela dei diritti di proprietà intellettuale. I titolari dei diritti di proprietà intellettuale potranno ricevere assistenza dalle autorità doganali per bloccare merci oggetto di contraffazione di marchi o IG, come pure contenuti coperti dal diritto d'autore e disegni registrati piratati. Singapore ha anche accettato di rafforzare l'attuale regime delle indicazioni geografiche (IG) creando un sistema di registrazione delle IG nel paese, con il quale si estenderà la protezione giuridica a 138 2 prodotti alimentari e bevande rappresentativi dell'Unione europea, noti come indicazioni geografiche.

L'accordo prevede inoltre impegni vincolanti per garantire che i livelli di tutela ambientale e del lavoro in vigore nel territorio delle parti contraenti siano in linea con le principali norme e i principali accordi internazionali.

L'accordo commerciale crea infine nuove opportunità alle imprese che intendono stabilire una presenza commerciale o produttiva in loco, facilitando gli investimenti.

A tal fine l'accordo sulla protezione degli investimenti garantirà un elevato livello di protezione degli investimenti pur salvaguardando il diritto dell'UE e di Singapore di legiferare e perseguire i propri obiettivi di tutela della salute pubblica, della sicurezza e dell'ambiente. L'accordo protegge gli investitori dell'UE e i loro investimenti a Singapore da forme di espropriazione, a meno che ciò non sia nel pubblico interesse, nel rispetto del principio del giusto processo e dietro corresponsione di una indennità.


Conclusioni

I due accordi UE-Singapore rappresentano una interessante opportunità per le imprese e gli investitori europei ed italiani sia per i contenuti degli stessi che per l’attuale turbolenta situazione di Hong Kong, strategico “hub” finanziario ed economico dell’area e diretto concorrente di Singapore. Gli accordi potranno rafforzare ed accrescere il ruolo di Singapore quale “testa di ponte” economica, commerciale e per gli investimenti europei nell’area.


____________________________

1Brunei, Myanmar (Birmania), Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Singapore, Thailandia e Vietnam
2Aggiornato l’8.11.2019

Fonti: Commissione Europea, ICE-Agenzia, InfoMercatiesteri.

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